Artiglio del diavolo (arpagofito)

Artiglio del diavolo (detto anche arpagofito) è il nome volgare della harpagophytum procumbens, pianta erbacea le cui radici sono  impiegate, da tempo immemore, nella medicina tradizionale africana: le popolazioni boscimani e bantù dell’Africa del sud la considerano efficace nel calmare i dolori articolari e quelli  reumatici di varia origine; altre sue qualità terapeutiche molto apprezzate vengono collegate alle funzioni digestive, alla cura delle ferite e dei dolori di natura gastrointestinale, all’abbassamento della temperatura corporea negli stati febbrili e -nelle donne- ai dolori della gravidanza.

Gli europei sono entrati a contatto con questa radice colonizzando l’Africa e, già nella prima metà dell’800, hanno cominciato a studiarla. All’inizio, quando è stata introdotta in Europa, veniva utilizzata sopratutto come tonico nei casi di indigestione. Successivamente, su di essa vennero condotti studi più approfonditi che misero in evidenza le sue proprietà analgesicheantinfiammatorie ed antiartritiche.

Artiglio del diavolo: come si presenta in natura

artiglio-del-diavoloL’artiglio del diavolo è una pianta (erbacea) rampicante perenne, dai fiori di color rosso-violetto. La si trova in molte regioni dell’Africa meridionale ed orientale; sull’altopiano sudafricano del Transvaal; nelle savane e nelle aree desertiche. Ha la sua massima diffusione in Namibia, che è anche il suo maggiore esportatore a livello mondiale.  La particolarità di questa pianta (da cui il suo nome) sta nei suoi frutti: un insieme di formazioni di spine a forma di uncino dove,  non di rado, rimangono impigliati dei piccoli roditori con esiti a volte letali; frutti anche fastidiosi per gli uomini o gli animali che, calpestandoli inavvertitamente si procurano delle lesioni ai piedi che li fanno saltellare ed agitarsi come fossero posseduti da qualche spirito maligno. Per renderci conto di ciò, basta guardare una foto della pianta!

Per uso terapeutico vengono utilizzate le radici secondarie della pianta (ramificazioni di quelle principali) che contengono in alta percentuale i suoi principi attivi,  peraltro presenti, in misura minore, anche nel resto della pianta.

Artiglio del diavolo: proprietà medicinali

L’artiglio del diavolo ha efficacia in molte e varie condizioni di sofferenza,  e ciò grazie alle sue principali proprietà terapeutiche: antinfiammatorie, antireumatiche, analgesiche e spasmolitiche.

  • Per le sue proprietà antiflogistiche, viene indicato nei casi di infiammazioni dolorose, come artriti reumatoidiartrosi cervicale e – in generale – per i dolori alla schiena dovuti ad infiammazioni del nervo sciatico e al torcicollo: le sue ottime proprietà antinfiammatorie possono essere paragonate  a quelle degli antinfiammatori di sintesi.
  • Ha proprietà antireumatiche specialmente a livello dell’apparato osteoarticolare, in quanto protegge le cartilagini ed impedisce le degenerazioni dell’artrosi e dell’artrite reumatoide.
  • E’ efficace nel trattamento della gotta, in quanto favorisce l’eliminazione dell’acido urico in eccesso attraverso la produzione di succhi gastrici e della bile.
  • É coadiuvante nei casi di tendiniti, di contusioni e di altre infiammazioni muscolari: è largamente diffuso in particolare in ambito sportivo, dove questi problemi sono all’ordine del giorno in quanto molti farmaci non possono essere assunti (perché dopanti) o perché si sceglie di sostituirli con prodotti di origine naturale.
  • Può essere utilizzato dal tuo medico come rimedio naturale da poter associare ad un’eventuale riduzione di una cura cortisonica.
  • Stimolando la secrezione gastrica e biliare, ha effetti stimolanti sulla digestione e, come  conseguenza, aiuta a depurare il fegato.
  • È  antispastico in relazione ai dolori causati dal ciclo mestruale.
  • E’ ottimo contro i dolori intestinali di origine nervosa.
  • È  antipiretico, in quanto elimina o attenua gli stati febbrili.
  • Riduce l’assorbimento del colesterolo.
  • Stimola l’attivazione delle contrazioni dell’utero e, contemporaneamente,  riduce i dolori del parto.
  • Lo si usa dotto forma di gel e di unguento per la cura di piaghe e ulcerazioni.

Artiglio del diavolo: composizione chimica

L’artiglio del diavolo è composto da:

  • Glicosidi iridoidi, come l’ Harpagoside, o arpagoside – vero nucleo curativo della pianta.
  • Un chinone, l’ harpagochinone.
  • Acido cinnamico e clorogenico.
  • Flavonoidi.
  • Fitosteroli e glucosidi sterolici.
  • Resina gommosa.
  • Olio essenziale.

Artiglio del diavolo: dosaggio

Solitamente, l’assunzione di artiglio del diavolo avviene per via orale, utilizzando l’estratto secco ottenuto dalle radici secondarie della pianta. In relazione alle varie modalità della sua  assunzione, vengono di seguito riportati i dosaggi medi consigliati per una persona adulta:

  • Se l’artiglio del diavolo viene assunto sotto forma di opercoli  (l’opercolo  è una capsula cilindrica di gelatina rigida, ma solubile nell’apparato digerente, che contiene polveri medicinali) contenenti un estratto secco titolato (gli estratti secchi, vengono detti titolati quando sono certificati e rispettano determinati requisiti che ne dimostrano la qualità) e standardizzato in arpagoside all’80%,  il suo dosaggio medio consigliato è compreso tra gli 800 e i 1000 mg per 2 volte al giorno, mezz’ora prima dei pasti principali.
  • Se viene assunto sotto forma di infuso – che si prepara lasciando a macerare per 15 minuti 5 grammi di artiglio del diavolo, finemente tritato e sminuzzato, versato in 1 / 2 litro d’ acqua precedentemente portata ad ebollizione – è utile assumere l’infuso filtrato di aglio, in 3 distinti momenti della giornata, possibilmente con intervalli di tempo regolari. Al gusto, l’ infuso risulterà estremamente amaro.
  • Se viene assunto come estratto liquido – con rapporto di estrazione 1 : 1 – è utile assumere 15 ml di estratto in  tre diversi momenti della giornata, sempre ad intervalli regolari.  Si precisa, per completezza, che l’artiglio del diavolo  può venire  commercializzato anche sotto forma di estratto acquoso e come tintura madre.
  • Per le infiammazioni di natura articolare l’artiglio del diavolo è disponibile  sotto forma  di pomata e gel per uso topico: da quanto mi risulta, l’effetto tende a concretizzarsi mediamente in circa 7 – 8 giorni, per raggiungere il suo culmine dopo  30 giorni e stabilizzarsi successivamente.

Artiglio del diavolo: alcuni suggerimenti utili

In occasione delle sua prima assunzione si consiglia  il suo utilizzo in modica quantità, in maniera tale da verificare se si verifichino (anche se ciò capita rado), delle  ipersensibilità od incompatibilità. Solo in un secondo momento le dosi si potranno aumentare gradualmente fino al raggiungimento dello standard più appropriato.

Nei casi di assunzione di artiglio del diavolo a scopo curativo, è bene dare la preferenza alle confezioni farmaceutiche, a quelle commercializzate da ditte “serie” (vedi le nostre raccomandazioni sopra), che consentono l’ esatta conoscenza del principio attivo: infatti le preparazioni di tipo erboristico – decotti, infusi, creme e succhi – non permettono, al contrario, l’esatta conoscenza della quantità di principio attivo che si sta assumendo, col concreto rischio di inficiare l’effetto terapeutico e renderlo nullo o quasi nullo.

Si consiglia di non prolungare l’assunzione oltre le 4 settimane e, nel caso che i sintomi  lamentati dovessero persistano, contattare il medico di famiglia o lo specialista di riferimento. Per un corretto uso dell’ artiglio del diavolo si rimanda al foglietto illustrativo contenuto nelle confezioni.

Artiglio del diavolo: controindicazioni

L’artiglio non è consigliabile nei casi di, -episodi di nausea, -vomito e mal di stomaco e, più raramente, di dolori addominali, -diarrea; -mali di testa e reazioni allergiche cutanee. Nel caso si sospettino gravi effetti collaterali (ulteriori) rivolgersi al medico od al farmacista.

Nel caso di utilizzo dell’artiglio del diavolo in associazione con altri antinfiammatori occorre prestare particolare attenzione: potrebbe aumentare l’ effetto del farmaco anche nelle sue manifestazioni indesiderate. Perciò, se si sta seguendo una terapia farmacologica,  è sempre opportuno, ad ogni buon conto, consultare il proprio medico.

Viene sconsigliato ai pazienti colpiti da ulcere, gastriti e malattia da reflusso gastroesofageo. Nei pazienti affetti da malattie cardiache  va utilizzato con cautela.

Se ne sconsiglia l’uso, senza il parere del medico curante, da parte di bambini e adolescenti, durante la gravidanza e l’allattamento .