Dieta chetogenica? Perdere peso velocemente

Ragioni storiche, culturali ed ambientali, hanno fatto si che l’alimentazione degli italiani si fondi pricipalmente sui carboidrati: basta pensare alle quantità di pane, di pasta e di pizza, che consumiamo.

I carboidrati, che non solo sono facilmente reperibili in natura, contengono energia facilmente assimilabile dall’organismo e favoriscono il rilascio di sostanze chimche che addirittura stimolano i ‘centri del piacere’ nel nostro cervello.

Quest’ ultimo aspetto è così importante che recenti studi 1) indicano che i carboidarti potrebbero anche portare a fenomeni di dipendenza e predisporci alle abbuffate.

Sebbene non ci siano evidenze scientifiche che dimostri che, alterando la percetuale di carboidrati introdotti nel corpo nell’arco della giornata, si abbiano ripercussioni sull’aumento di peso 2), è risaputo che tutta l’energia in eccesso derivante da tali alimenti viene immagazzinata sotto forma di grassi.

Non è assolutamente vero, come in tanti credono, che assumendo solo zuccheri e carboidrati non si ingrassi. Anzi, è più vero il contrario: i regimi alimentari iperproteici o le diete a zero carboidrati possono provocare la chetosi, ovvero indurre il corpo ad utilizzare le riserve di grasso come carburante per produrre energia.

Che cosa è la dieta chetogenica?

La dieta chetogenica è stata introdotta negli anni venti dall’endocrinologo dott. Henry Rawle Geyelin come rimedio per trattare l’epilessia.

Il dott. Geyelin osservò che il digiuno terapeutico pone il corpo in una condizione particolare in cui viene alterato il processo di elaborazione degli alimenti.

Una prima versione della dieta chetogenica fu ampliamente utilizzata sino alla prima metà degli anni trenta per trattare dei bambini che soffrivano di epilessia. Successivamente, con l’avvento di nuovi farmaci contro le convulsioni, questo rimedio naturale lasciò il posto alla chimica.

Grazie alle vicende personali del produttore cinematografico Jim Abrahams (che forse ricorderete per i film Scary Movie e Hot Shots) che dichiarò di avere trattato i sintomi dell’epilesssia del proprio figlio con questa dieta, nel 1994 si ebbe un ritorno di popolarità della dieta chetogenica grazie alle vicende personali.

L’esito finale della vicenda, rese felice della famiglia Abrahams, portò alla produzione di vari documentari, di un film per la televisione ed alla creazione di una fondazione privata chiamata (dal nome del figlio del popolare regista) Charlie Foundation la quale di dedica tuttora alla ricerca ed alla divulgazione della terapia chetogenica.

Risale a quegli anni uno studio 3) che evidenzia che il 50 percento dei pazienti trattati con la dieta chetogenica mostra una riduzione dei sitomi dell’epilessia.

In realtà, già Ippocrate, qualche migliaio di anni prima, aveva avuto l’intuizione che le persone che soffono di epilessia, se fatte diguinare, manifestano meno convulsioni.

Altre diete dimagranti tuttora in voga, quali la dieta Dukan, si basano in parte sugli stessi principi su cui si basa la dieta chetogenica.

Nei successivi paragrafi analizzeremo quelli che sono i meccanismi su cui si basa la dieta chetogenetica e di come questa viene utilizzata per perdere peso.

Come al solito, prima di sperimentare su di voi o su altre persone una qualsiasi dieta, vi raccomando di contattare uno specialista per consigli e raccomandazioni specifiche per il vostro caso.

Come funziona la dieta chetogenica?

In assenza di gravi malattie, i carboidrati che ingeriamo sono convertiti in glucosio, il quale, circolando nel sangue, alimenta le cellule del nostro corpo. Quando il glucosio non è sufficientemente alto per sopperire alle richieste energetiche dell’organismo il nel corpo tende a compesarlo aumentando il livello dei corpi chetonici.

I chetoni non sono altro che dei lipidi dalle proprietà metaboliche simili a quelle degli zuccheri che vengono sintetizzati dal fegato. Tra i vari chetoni troviamo anche l’acetone, che conferisce, a chi è in chetosi, quel tipico alito dolciastro.

Da queste prime indicazioni risulta già chiaro che, in condizioni normali, la chetosi è un meccanismo di emergenza, il quale provoca delle reazioni abbastanza importanti nel nostro organismo e che, quindi, non è certamente privo di rischi.

Per portare l’organismo in chetosi, la quantità di carboidrati da introdurre tramite la dieta va ridotta drasticamente mediante l’assunzione di cibi ricchi di proteine e di grassi. Gli unici carboidrati da assumere dovrebbero essere limitati a quelli introdotti con i vegetali che crescono al di sopra il suolo (quindi niente patate, ecc). In tal modo, il corpo si trova costretto a bruciare grassi per sopperire alle sue esigenze energetiche.

Quali cibi si inseriscono nella dieta chetogenica?

La piramide alimentare della dieta chetogenica si presenta “rovesciata” rispetto a quella classica della dieta mediterranea. Nel prossimo paragrafo vedremo in dettaglio quali sono i cibi raccomandati in una dieta chetogenica. Ci sono buone notizie per chi sia tenuto, o voglia, seguire una dieta chetogenica: i cibi da mangiare per mantenere il corpo in chetosi sono decisamente invitanti e saporiti!

La formula classica 5) prevede di assumere proteine e carboidrati nel rapporto 4:1. Invece, la formula più utilizzata nella la cura del cancrosuggerische6)percentuali diverse: 75% di grassi, 23% di proteine e 2% di carboidrati. Mentre, ai praticanti di body building viene raccomandato di assumere una quantità giornaliera di carboidrati variabile tra i 30 e 50 grammi.

I grassi e le proteine tendono a saziare prima che i carboidrati 7) quindi, oltre ai vantaggi metabolici, tendenzialmente la dieta chetogenetica porta ad assumere quantità di cibo inferiori.

Nel mangiare grassi bisogna stare attenti – e questo a priscindere dal tipo di dieta seguita – ad evitare l’assunzione di grassi saturi, specialmente di quelli transgenici, che aumentano il rishio di malattie cardiache, di ictus, di infarto e di arteriosclerosi.

E ora una parola la meritano gli zuccheri; come già saprete, gli zuccheri creano dipendenza ed è quindi da mettere in conto il fatto che, intraprendendo una dieta chetogenica se ne sentirà la mancanza e probabilmente si avrà un forte desiderio di “infrangere le regole” del vostro nutrizionista.

Per chi non ha tanta forza di volontà da riuscire a priveri dallo zucchero, ho comunque una buona notizia! Esiste una pianta, la Stevia rebaudiana, nota anche semplicemente come stevia, la quale contiene un dolcificante naturale chiamato stevioside (glucoside dello steviolo) che è fino a 300 volte più dolce dello zucchero, senza però fornire le stesse calorie. A differenza di altri dolcificanti chimici, la stevia è un prodotto naturale al 100%.

Dopo quanto detto, vi sarà più facile capire quali cibi si possono includere in una dieta chetogenica e quali no. Di seguito vi riporto alcuni esempi:

  • pollame
  • pesce e frutti di mare
  • avocado
  • uova
  • salsiccia
  • vegetali senza amido
  • noci e semi
  • ecc.

Dieta chetogenica: fa o non fa per te?

Chiarito, a grandi line, in che cosa consiste e su cosa si fonda la dieta chetogenica,  viene da chiedersi se questa rappresenti un’alternativa all’alimentazione tradizionale o meno o no.

Gli esperti sembrano trovarsi d’accordo sul fatto che la dieta chetogenica si traduca in perdita di peso a breve termine. Tuttavia, manca un definitivo riscontro definitivo riscontro sul fatto che, se protratta per lunghi periodi, essa possa avere benefici effetti..

Nel 2006 fu condotto uno studio 8) con lo scopo di porre a confronto la dieta chetogenica con altri tipi di regimi alimentari. La conclusione è stata che “l’uso della dieta chetogenica per la perdita di peso non è giustificata“.

Un successivo studio, condotto nel 2007 9) ha concluso che:

Le Diete chetogeniche a basso contenuto di carboidrati sono aumentate
di popolarità negli ultimi anni, ma il grado di
limitazione dei carboidrati necessario per raggiungere lo stato di chetosi
rimane poco chiaro. In generale, gli studi hanno dimostrato che è diete KLC (diete a basso contenuto di grassi) portano ad una maggiore perdita di peso nei prim 3-6 rispetto a diete LF (diete a basso contenuto di grassi), tuttavia questo gap no è
più così evidente dopo 12 mesi . La maggior parte degli
studi hanno concluso che le diete KLC sono associabili ad un migioramento dei livelli di trigliceridi e colesterolo HDL, ma, in termini di livelli di colesterolo LDL sono inferiori alle diete LF. Gli effetti a lungo termine delle diete KLC sulla salute dei reni e delle ossa non sono noti.

Lo studio però, che più di altri, ha portato ad un verdetto più favorevole sulla dieta chetogenica è stato condotto nel 2010 10). In questa occasione gli scienziati hanno dimostrato che una dieta chetogenica è ha effetti positivi sugli adolescenti gravemente obesi.

Il principale pericolo della dieta chetogenica deriva dalle complicazioni legate alla presenza di chetoni nel sangue. Questi, infatti, sottopongono l’organismo ad uno stress continuo e non salutistico. Secondo la Diabetes Association britannica, alti livelli di chetoni nel sangue possono portare alla chetoacidosi, con effetti anche letali.

Infine, non va trascurata l’influenza che la chetosi potrebbe avere sul vostro umore. La mancanza di carboidrati limita infatti la quantità di triptofano (aminoacido essenziale) nel corpo. Il triptofano aiuta la sintesi della serotonina che è un importante regolatore dell’umore e la cui carenza potrebbe provocare un  senso di fatica e generare svogliatezza.

A livello celebrale, i chetoni possono aumentare il numero dei mitocondri (le ‘centrali energetiche cellulari’) e, per questo motivo, questa dieta è utilizzata per curare il morbo di Parkinson, le lesioni cerebrali traumatiche, la malattia di Alzheimer, e per migliorare la memoria negli anziani.
La dieta chetogenica, aumentando i livelli delle lipoproteine ad alta densità (HDL), conosciute come il colesterolo ‘buono’ e riducendo al contempo il colesterolo ‘cattivo’ (LDL) può anche ridurre il rischio di malattie cardiache.

Se c’e’ una cosa che spero che questo articolo vi abbia insegnato è che la dieta chetogenica non può essere presa alla leggera. Essa cambia in modo profondo il modo in cui il nostro corpo ed il cervello funzionano. Quindi – più che mai – se interessati a questa dieta, affidatevi ad uno specialista e non cercate delle soluzioni fai-da-te: il rischio e che vi troviate letteralmente con il sangue acido. Infatti, a differenza di una dieta mediterranea, o, al limite, di una dieta vegetariana, la dieta chetogenica è decisamente più ‘estrema’.