La dieta Mima-Digiuno per Vivere meglio e più a lungo

Vuoi perdere la pancia, essere più intelligente e vivere più a lungo? Una nuova ricerca condotta dall’ University of South California dimostra che l’adozione di una dieta che – in modo intermittente – mimia-digiuno può produrre benefici per la salute.

In un nuovo studio, l’equipe del dott. Longo ha esaminato gli effetti sugli organismi viventi di una dieta ipocalorica di quattro giorni che imita il digiuno (Fast Mimic Diet – FMD). I risultati di laboratorio sui topi sono sorprendenti: i ricercatori hanno constatato la riduzione del grasso addominale, ad un rallentamento dell’invecchiamento (soprattutto sfruttandole cellule staminali) e ad un rigenerazione neuronale con conseguente miglioramento dell’apprendimento.

Una scoperta recente

I primi risultati di questi studi sono stati pubblicati sulla rivista Cell Metabolism il 18 giugno corrente.

I test eseguiti sui topolini da laboratorio fa pare di una ricerca eseguita in tre stadi: il primo sul lievito, il secondo sui topi ed il terzo sull’uomo.

Grazie ai topi, che hanno un’aspettativa estremamente breve rispetto a quella di noi esseri umani, è stato possibile testare gli effetti di tale dieta sulla durata della vita dei topi usati come campione.

D’altro canto, i test eseguiti sul lievito – che è un fungo composto da organismi estremamente semplici – hanno permesso al dott. Long di scoprire i meccanismi biologici che il digiuno scatena a livello cellulare.

Infine, la ricerca condotta sugli esseri umani ha consentito di raccogliere indizi i quali indicano che i risultati ottenuti su topi e lievito sono applicabili anche agli esseri umani.

I risultati dei test parlano chiaro.

Cicli bimestrali di quattro giorni della dieta mima-digiuno, condotti su individui di età adulta, hanno mostrato un calo dell’incidenza dei fattori a rischio cancro, un potenziamento del sistema immunitario, una riduzione delle malattie infiammatorie ed un rallentamento della perdita di densità minerale ossea. Anche a livello cognitivo e di apprendimento si sono riscontrati dei miglioramenti.

L’apporto calorico mensile totale per i topi su cui è stato condotto il test è rimasto invariato, a dimostrazione del fatto che i risultati ottenuti non sono la conseguenza di un ridotto apporto calorico, quanto piuttosto dell’alternanza del regime alimentare normale con quello mima-digiuno.

Secondo il dott. Longo, lo studio condotto sul campione umano (composto da 19 soggetti sottoposti a 3 cicli di dieta: ogni mese per 5 giorni) ha ridotto i fattori di rischio ed i biomarcatori per l’invecchiamento, il diabete, le malattie cardiovascolari ed il cancro senza sensibili effetti collaterali

Un rigido regime di digiuno è difficile da mantenere per chi deve condurre una vita lavorativa e sociale intensa e, a volte, può essere addirittura pericoloso. Quindi abbiamo sviluppato una dieta complessa che fa scattare gli stessi effetti sul corpo, ma senza impattare troppo sulle abitudini alimentari di chi la segue” dichiara il Dott. Edna Longo, professore di biogerontologia presso la USC Davis School of Gerontology e direttore del USC Longevity Institute.

Longo sostiene di aver provato lui stesso la dieta e di averla trovata molto facile e molto più sicura del digiuno vero e proprio.

I principi della dieta mima-digiuno

La dieta mima-digiuno consiste nel ridurre l’apporto calorico fino a 34-54% del normale, con una specifica composizione di proteine, carboidrati, grassi e micronutrienti.

Così facendo:

  • si riduce la quantità di ormone IGF-I, che è responsabile dell’invecchiamento e di un aumento del rishio di cancro;
  • si aumenta la quantià di ormone IGFBP;
  • si riducono i biomarcatori ed fattori di rischio legati al diabete e di malattie cardiovascolari come il glucosio, il grasso del tronco e la proteina C-reattiva.

Secondo i ricercatori, tutto questo avviene senza influire negativamente sulla massa muscolare ed ossea.

C’e’ da notare anche che in una precedente ricerca il dottor Longo aveva già dimostrato che il digiuno totale intermittente aiuta far muorire le cellule tumorali e protegge le cellule immunitarie dalla tossicità della chemioterapia.

Si tratta di riprogrammazione del corpo che favorisce una modalità di invecchiamento più lenta, ma anche il ringiovanimento attraverso la rigenerazione basata sulle cellule staminali“, sostiene il ricercatore.

Durante l’esperimento i 5 soggetti trattati con la dieta mima-digiuno hanno mantenuto per 25 giorni al mese le loro abiudini alimentari – buone o cattive che fossero – e nonostante tutto hanno mostrato un giovamento dal trattamento.

Il dott. Longo ritiente che per la maggior parte delle persone la dieta mima-digiuno può essere intrapresa ogni 3-6 mesi, a seconda dello stato generale di salute e della presenza o meno di grasso in eccesso nel corpo. Per i soggetti a rischio – o comunque obesi – è raccomandata la supervisone e la guida di un medico, il quale potrebbe addirittura consigliare un aumento delle frequenze dei periodi a basso apporto calorico.

Nel frattempo l’equipe del dott. Longo sta studiano i benefici di una dieta mimo-digiuno introdotta ad intervalli irregolari. Questa seconda serie di esperimenti è in corso su 70 soggetti, il che potenzialmente avrà una maggiore valenza statistica rispetto al primo esperimento.

Se i risultati rimangono positivi come quelli avuti sino ad ora, credo che la FMD (fast mimic diet) rappresenterà il primo intervento sicuro ed efficace per promuovere cambiamenti positivi associati alla longevità e la salute umana“, sostiene il dott. Longo.

Nonostante l’entusiasmo che circoda questo esperimento ed i benefici del digiuno, lo stesso Longo ci tiene sottolineare i rischi che il digiuno a base di sola acqua, ma anche il digiuno mimato, nascondono per la salute se condotti senza un medico e senza tenere sotto controllo tutto il processo in modo rigoroso.

Non tutti siamo abbastanza sani per poter digiunare per cinque giorni. Le conseguenze sulla salute possono essere molto gravi se queste pratiche vengono eseguite in modo improprio“, riferisce il dott. Long, che conclude l’intervento ricordando che “i digiuni a base di sola acqua dovrebbero essere fatti solo in clinica specializzate“.

Il dott. Longo sottolinea inoltre che i soggetti diabetici non dovrebbero essere sottoposti a digiuno – o a diete che lo mimano – durante i processi di cura. La stessa regola si applica ai soggetti con meno di 18 anni.

Per lo studio, il dott. Longo ha collaborato con ricercatori e clinici provenienti dalla University of Souther California (USC) nonché dal Texas, Italia e Inghilterra. Lo studio è stato finanziato dal National Institute on Aging.